Sono il ponte fra chi ha una tecnologia e chi deve adottarla davvero. Capisco il problema reale, progetto la soluzione, costruisco il prototipo che dimostra che funziona, e resto finché non viene usata — non solo installata. L’ho fatto vendendo e consegnando io stesso sistemi di visione negli stabilimenti, e negli ultimi sei anni come unica interfaccia tecnica fra una piattaforma internazionale e i suoi partner enterprise.
La lezione più importante l’ho imparata da un fallimento. Ho tre brevetti su una macchina industriale tecnicamente superiore ai concorrenti, che non sono riuscito a industrializzare: era stata progettata pensando alla tecnologia, non alle persone che avrebbero dovuto cambiare il proprio modo di lavorare per adottarla. Da allora, davanti a ogni deployment, la prima domanda che mi faccio non è «funziona?» ma chi dovrà cambiare comportamento perché questa cosa attecchisca, e cosa ci guadagna.
È la differenza fra un prototipo che finisce in una demo e uno che entra nel processo. Ed è il motivo per cui, quando guardo un progetto AI, guardo prima le persone e poi il modello.